Descrizione
L’Ipamorelin è un pentapeptide sintetico del gruppo dei secretagoghi dell’ormone della crescita (GHS), con sequenza Aib-His-D-2Nal-D-Phe-Lys-NH2. È stato sviluppato negli anni ’90 presso Novo Nordisk nell’ambito della ricerca su piccole molecole in grado di stimolare il rilascio di ormone della crescita (GH) endogeno dall’ipofisi anteriore.
Il peptide agisce come agonista del recettore della grelina (GHS-R1a), il recettore attraverso cui l’ormone endogeno grelina influenza la secrezione di GH, l’appetito e il bilancio energetico. Il legame dell’Ipamorelin a questo recettore sulle cellule somatotrope ipofisarie e a livello ipotalamico innesca un impulso di GH con un meccanismo che resta soggetto al controllo fisiologico.
L’Ipamorelin è stato concepito come alternativa più selettiva ai secretagoghi precedenti come GHRP-2 e GHRP-6. Nella caratterizzazione originale ha rilasciato GH con una potenza paragonabile a quella del GHRP-6, ma senza l’aumento di ACTH e cortisolo osservato con altri composti della classe, anche a quantità molto superiori a quelle necessarie per il rilascio di GH. Per questo motivo viene spesso descritto come il primo secretagogo selettivo del GH.
Un’ulteriore caratteristica riportata in letteratura è un effetto relativamente limitato sull’appetito, a differenza del GHRP-6. Ciò rende l’Ipamorelin interessante per la ricerca su secrezione di GH, recupero tissutale, metabolismo osseo e composizione corporea, nella quale le variazioni dell’assunzione di cibo potrebbero altrimenti alterare i risultati.
L’Ipamorelin non è approvato come medicinale né dalla FDA né dall’EMA. Viene fornito e gestito esclusivamente per scopi di laboratorio e di ricerca.
Aree di interesse per la ricerca
- Rilascio selettivo di GH – esaminato come stimolo della secrezione endogena di GH tramite il recettore della grelina con effetto minimo sugli altri ormoni ipofisari.
- Risposta surrenalica e prolattinica – studiata come composto di riferimento, poiché cortisolo, ACTH e prolattina risultano rimanere sostanzialmente invariati.
- Regolazione dell’IGF-1 – indagata in relazione all’aumento a valle dell’IGF-1 circolante dopo impulsi ripetuti di GH.
- Recupero tissutale – incluso nella ricerca sulla riparazione dipendente dal GH di muscoli, tendini e altri tessuti connettivi.
- Metabolismo osseo – esaminato in modelli murini in cui sono stati riportati aumenti del contenuto minerale osseo e della crescita ossea longitudinale.
- Composizione corporea – studiata in relazione al ruolo del GH nella lipolisi e nel bilancio energetico.
- Motilità gastrointestinale – indagata in ambito clinico come agonista del recettore della grelina in modelli di ileo postoperatorio.
- Declino del GH legato all’età – considerato nel contesto della ridotta ampiezza della secrezione di GH osservata con l’invecchiamento.
Studi clinici
Lo studio fondamentale di Raun e colleghi, pubblicato nel 1998, ha confrontato l’Ipamorelin con GHRP-6, GHRP-2 e altri secretagoghi nel ratto e nel suino. L’Ipamorelin ha prodotto un chiaro rilascio di GH dipendente dalla quantità, mentre ACTH e cortisolo sono rimasti su livelli paragonabili a quelli osservati dopo somministrazione di GHRH, il che lo distingueva dagli altri composti esaminati.
Lavori di farmacocinetica e farmacodinamica su volontari sani di sesso maschile hanno riportato un’emivita di circa due ore, un singolo picco di GH circa 40 minuti dopo la somministrazione endovenosa e un ritorno verso i valori basali in poche ore. La risposta del GH dipendeva dalla quantità somministrata.
Studi sui roditori hanno descritto un aumento del contenuto minerale osseo e della crescita ossea longitudinale dopo diverse settimane di somministrazione; in un modello l’Ipamorelin risultava contrastare la riduzione della formazione ossea indotta dai glucocorticoidi.
L’Ipamorelin è stato inoltre valutato in uno studio clinico di fase II su pazienti con ileo postoperatorio dopo chirurgia intestinale. Lo studio non ha mostrato una differenza significativa rispetto al placebo sull’endpoint primario. Nessuno studio randomizzato controllato di grandi dimensioni ha dimostrato l’efficacia per alcuna indicazione, e il composto resta una sostanza di ricerca.
Quantità utilizzate nella ricerca
Le quantità riportate nei protocolli di ricerca pubblicati sono parametri sperimentali. Non sono raccomandazioni di dosaggio, non sono dosi mediche e non costituiscono istruzioni per l’uso. Sono elencate qui solo per descrivere l’intervallo riscontrato in letteratura.
Negli studi di farmacocinetica sull’uomo, l’Ipamorelin è stato somministrato come breve infusione endovenosa in quantità fino a circa 0,1 mg/kg. Lo studio sull’ileo postoperatorio ha utilizzato 0,03 mg/kg per via endovenosa due volte al giorno. Gli studi sugli animali hanno espresso le quantità per peso corporeo in un ampio intervallo, a seconda della specie e dell’endpoint.
I protocolli di ricerca non clinica descrivono più spesso quantità da 200 a 300 mcg per somministrazione, per via sottocutanea una o due volte al giorno per periodi da 8 a 12 settimane. L’Ipamorelin viene spesso esaminato insieme ad analoghi del GHRH come CJC-1295 o Sermorelin per la sinergia riportata tra le due vie.
Il materiale liofilizzato viene generalmente descritto come conservato congelato e al riparo dalla luce, quello ricostituito a 2–8 °C. Si tratta di parametri di manipolazione del materiale di laboratorio.
Reazioni riportate in letteratura
Le reazioni descritte nei lavori sperimentali e clinici sono state in genere lievi e transitorie. Tra quelle segnalate figurano:
- arrossamento nel sito di somministrazione;
- cefalea;
- stanchezza transitoria;
- lieve nausea;
- capogiri.
Il profilo di sicurezza a lungo termine dell’Ipamorelin non è stato stabilito. Le conseguenze di una stimolazione ripetuta dell’asse GH/IGF-1 per periodi prolungati restano sconosciute.
Ipamorelin a confronto con altri peptidi
Ipamorelin vs hGH (somatotropina) – la somatotropina è ormone della crescita esogeno che aggira la regolazione ipofisaria. L’Ipamorelin non fornisce ormone dall’esterno; la ricerca su di esso riguarda la stimolazione del rilascio endogeno di GH, che resta soggetto al controllo di somatostatina e IGF-1.
Ipamorelin vs Sermorelin – il sermorelin è un analogo del GHRH che agisce tramite il recettore del GHRH, mentre l’Ipamorelin agisce tramite il recettore della grelina. I due rappresentano vie parallele di stimolazione del GH e sono spesso studiati in combinazione.
Ipamorelin vs GHRP-2 e GHRP-6 – tutti e tre agiscono sullo stesso recettore. Per GHRP-2 e GHRP-6 è riportato un picco di GH più intenso, ma anche un aumento maggiore di cortisolo, prolattina e, per il GHRP-6, dell’appetito. L’Ipamorelin viene esaminato quando è richiesta una risposta ormonale più circoscritta.
Ipamorelin vs CJC-1295 – il CJC-1295 è un analogo del GHRH disponibile con o senza DAC. La versione senza DAC genera impulsi brevi, quella con DAC una stimolazione prolungata per giorni. In entrambi i casi il meccanismo è complementare a quello dell’Ipamorelin.
Ipamorelin vs Tesamorelin – la tesamorelina è un analogo stabilizzato del GHRH a lunghezza completa, approvato in alcuni Paesi per una specifica indicazione clinica, che produce un aumento marcato di GH e IGF-1. L’Ipamorelin agisce tramite un recettore diverso e non dispone di un’approvazione paragonabile.
Le informazioni contenute in questa pagina sono state raccolte da ricerche scientifiche pubblicate e hanno finalità esclusivamente informativa. Non sono destinate a diagnosticare, trattare o prevenire alcuna malattia. I prodotti offerti non sono medicinali né dispositivi medici e sono adatti esclusivamente a scopi di laboratorio e di ricerca.














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